Errore medico e risarcimento del danno differenziale: il caso della Sig.ra Rosanna

Nel 2011, un errore chirurgico causò gravi danni alla Sig.ra Rosanna, costringendola a un secondo intervento. Dopo un’azione legale, ottenne un risarcimento di 36.000 euro per il danno subito.

Errore medico e risarcimento: il caso della Sig.ra Rosanna

Un intervento di routine trasformato in un calvario

Nel 2011, la Sig.ra Rosanna, all’epoca 43enne, si sottopose a un intervento di protesi d’anca presso un’Azienda Ospedaliera di Roma.

Quello che doveva essere un’operazione di routine si trasformò in un calvario. A causa di un posizionamento scorretto della protesi, la paziente iniziò a soffrire di dolori persistenti e gravi limitazioni funzionali, compromettendo la sua qualità di vita.
Nonostante le ripetute segnalazioni dei sintomi ai medici, ci vollero quattro anni prima che venisse individuata la reale causa del problema. Solo nel 2015, Rosanna fu costretta a sottoporsi a un secondo intervento chirurgico di revisione della protesi presso un’Azienda Ospedaliera di Napoli.

Tuttavia, il danno ormai era fatto, il tempo trascorso aveva aggravato le sue condizioni fisiche, con ripercussioni non solo sulla salute, ma anche sulla sua vita quotidiana e lavorativa.

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Le conseguenze di un errore medico

L’errore chirurgico ha comportato danni significativi per la paziente, che ha dovuto affrontare anni di sofferenza e difficoltà.

Oltre ai dolori cronici e alle limitazioni funzionali, la Sig.ra Rosanna ha subito:

  • La necessità di un secondo intervento correttivo, con i rischi e il decorso post-operatorio che ne conseguono;
  • Una perdita di supporto osseo (bone stock), che riduce le future possibilità di re-protesizzazione;
  • Un danno biologico permanente, valutato sulla base della differenza tra l’invalidità attuale e quella che avrebbe avuto se l’intervento fosse stato eseguito correttamente.

A tutto ciò si aggiunge il riconoscimento di un’invalidità temporanea che ha limitato la sua capacità lavorativa per mesi.

Questi dati mostrano come un errore medico possa avere conseguenze a lungo termine, incidendo non solo sulla salute del paziente, ma anche sul suo lavoro, sulla sua indipendenza e sulla sua serenità quotidiana.


Il percorso legale e il riconoscimento del danno differenziale

Per ottenere giustizia, la Sig.ra Rosanna ha deciso di intraprendere un’azione legale, affidandosi a professionisti esperti in risarcimento per malasanità.

La strategia legale

La strategia adottata è stata quella dell’accertamento tecnico preventivo ai fini conciliativi (ex art. 696-bis c.p.c.), che ha permesso di dimostrare la fondatezza delle sue richieste attraverso una perizia dei Consulenti tecnici d’ufficio (CTU).
I periti hanno confermato che il danno subito dalla paziente era direttamente riconducibile all’errore medico.

Il riconoscimento del danno differenziale

Una volta ottenuta questa conferma, è stato avviato un giudizio di merito per il riconoscimento del danno differenziale, ovvero il danno ulteriore subito dalla paziente rispetto a quello che avrebbe avuto se l’intervento fosse stato eseguito correttamente.
Questo principio è fondamentale nei casi di malasanità, poiché consente di ottenere un risarcimento equo basato sulla reale compromissione della salute del paziente.

L’accordo transattivo e il risarcimento

Dopo la notifica del ricorso, l’Azienda Ospedaliera ha preferito evitare un lungo processo civile e ha accettato di risarcire la Sig.ra Rosanna attraverso un accordo transattivo.
Questa soluzione ha permesso alla paziente di ottenere un risarcimento di 36.000 euro senza dover affrontare ulteriori anni di battaglie legali.
Sebbene il risarcimento non possa cancellare le sofferenze vissute, ha rappresentato un riconoscimento concreto del danno subito e un aiuto per affrontare le difficoltà legate alla sua condizione permanente.


Un problema diffuso: come ottenere giustizia

Errori come quello subito dalla Sig.ra Rosanna, purtroppo, accadono più spesso di quanto si pensi.
Troppi pazienti, per timore di procedimenti lunghi e complessi, rinunciano a far valere i propri diritti.

Tuttavia, con il supporto di specialisti nel risarcimento per malasanità, è possibile ottenere giustizia senza necessariamente affrontare anni di cause legali.

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